mercoledì 22 maggio 2013

ARTE : L'ULTIMO FUTURISTA

GRAZIANO CECCHINI
Prima di iniziare a parlare della inusuale storia di questo personaggio e della sua avventura "artistica", è necessaria una premessa, che senz’altro ci aiuterà a capire la forza delle sue azioni e della sua ispirazione. Graziano Cecchini, romano, noto negli ambienti artistici di avanguardia della capitale, si autoproclama  un Futurista, l’ultimo dei futuristi,  e si auto investe dell' importante compito di chiudere il sipario su un secolo controverso, come il Novecento. Egli si ritiene l’ultimo degno depositario dell’importante corrente del Futurismo, che è stato un movimento artistico e culturale italiano del XX secolo, che ha avuto una notevole influenza anche sui sodalizi artistici di altri Paesi europei, in particolare Russia e Francia. I futuristi esplorarono ogni forma di espressione, dalla pittura alla scultura, alla letteratura (poesia e teatro), la musica, l'architettura, la danza, la fotografia, il cinema e persino la gastronomia. La denominazione ufficiale del movimento si deve al poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti, autore del famoso Manifesto del 1909, pubblicato su importanti quotidiani italiani e francesi e sottoscritto da numerosi artisti d’avanguardia dell’epoca.
Il Futurismo nasce in un periodo (inizio Novecento) di grande fase evolutiva, quando il mondo dell'arte e della cultura erano stimolati da fattori determinanti: le guerre, la trasformazione sociale dei popoli, i grandi cambiamenti politici  e le nuove scoperte tecnologiche e di comunicazione, come il telegrafo senza fili, la radio, gli aeroplani e le prime cineprese; tutti fattori che arrivarono a cambiare completamente la percezione delle distanze e del tempo, "avvicinando" fra loro i continenti. Il XX secolo era quindi investito da un nuovo vento, che portava all'interno dell'essere umano una nuova percezione: la velocità. I futuristi intendevano idealmente bruciare i musei e le biblioteche in modo da non avere più rapporti con il passato e concentrarsi così sul dinamico presente; tutto questo, come è ovvio, in senso ideologico. Le catene di montaggio abbattevano i tempi di produzione, le automobili aumentavano ogni giorno, le strade iniziarono a riempirsi di luce artificiale, si avvertiva questa nuova sensazione di futuro e velocità, sia nel tempo impiegato per produrre, sia nella mobilità, nelle distanze che potevano essere percorse, sia nelle nuove possibilità di comunicazione. Ovviamente questa nuova “percezione” i futuristi la espressero nella loro arte, qualsiasi essa fosse, in uno slancio di estrema modernità e dinamismo. Finanche la riconoscibile architettura espressa durante il ventennio fascista, moderna, funzionale e lineare, fu profondamente influenzata dai futuristi. L’arte si sdoganava dei vecchi criteri e delle vecchie forme espressive e gli artisti uscivano per strada, in mezzo alla gente e qualsivoglia manifestazione diveniva “artistica”, specie se dissacrante e provocatoria. Dalla straordinaria lezione futurista Graziano Cecchini è rimasto folgorato e le sue azioni sono dei veri e propri atti futuristi, provocatori e di rottura, di una visione completamente nuova dell’arte e del modo di proporre messaggi. Sulla base della lezione futurista, egli ha messo in atto degli eclatanti e "trasgressivi" atti dimostrativi.






LE 8 AZIONI

Prima azione: la fontana di Trevi rossa
Ha colorato di rosso l'acqua della Fontana di Trevi usando un colorante a base di anilina. In un video di un impianto di sorveglianza sulla piazza, è stato ripreso un uomo che gettava un contenitore, insieme ad un volantino contro il mercato globale e la "Festa internazionale” del cinema di Roma.
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Seconda azione: le palline colorate a Piazza di Spagna
Ha lanciato 500.000 palline colorate, fatte rotolare dalla sommità della scalinata di Piazza di Spagna, a Trinità dei Monti. Le forze dell'ordine hanno seguito ed arrestato Cecchini,  insieme ad altre tre persone. Cecchini ha tentato poi di consegnare una pallina speciale (multicolore) all'allora sindaco di Roma, Walter Veltroni.
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Terza azione: i palloni per il Tibet e la Birmania
Ha organizzato a Castel Sant'Angelo un lancio di palloni dedicato alla popolazione birmana, al popolo dei Karen e a quello del Tibet. Il nome dell'iniziativa, supportata da associazioni umanitarie per i diritti umani di questi popoli, era Free Tibet. La composizione dei palloni formava la bandiera di quello Stato. A seguito di questa iniziativa sono iniziati a sorgere i primi dubbi sul lato artistico e umanitario dell'attivista futurista, criticato da molti, che lo accusano di attuare queste iniziative per farsi pubblicità. In tutta risposta  l’artista romano ha intrapreso un viaggio in Birmania per un reportage, trasmesso da Radio Radicale.

Quarta azione: il pullman rosso per i diritti umani in Asia

Ha allestito un pullman rosso con a bordo una mostra fotografica itinerante per una campagna a favore dei diritti umani in Birmania, Thailandia e del Popolo Karen; il veicolo ha effettuato varie tappe, al seguito della carovana del 33º Giro del Trentino, nell'aprile 2009 e terminato a Trieste a ottobre.
Quinta azione: la manifestazione del primo maggio
Il 1° maggio 2010, ha realizzato a Roma, durante il Concertone in Piazza San Giovanni, la performance Artisti x Strada. Su un grande telo giallo, insieme a molti giovani presenti, con delle bombolette spray ha scritto messaggi di carattere sociale, in stile writers e street art.

Sesta azione: l'irruzione al Grande Fratello

Il 31 gennaio 2011, Cecchini, accompagnato da altre persone, ha tentato di introdursi nella casa del programma televisivo Grande Fratello, durante la diretta dell'undicesima edizione del reality. Gli agenti preposti alla sicurezza l'hanno fermato, e quando gli è stato chiesto il perché di quell'atto, egli ha parlato di un gesto dimostrativo.

Settima azione: la Fontana delle Naiadi tricolore per l'acqua pubblica

Il 5 maggio del 2011 ha dipinto di bianco, rosso e verde l'acqua della Fontana delle Naiadi, a Piazza della Repubblica a Roma svuotando nella grande vasca della fontana, realizzata da Mario Rutelli (bisnonno di Francesco), tre boccette di colore.

Ottava azione: la protesta murale anti-corruzione

Il 12 maggio 2011 ha dipinto di bianco il muro del mercato coperto di Latina (dove è stato candidato al consiglio comunale con FLI) e, su quella "tela", ha dipinto un Cristo sostenuto dalla torre comunale di Latina e da due prostitute. Cecchini ha poi dichiarato che ciò serve a simboleggiare il "meretricio della politica locale e nazionale".

La straordinaria e atipica modalità espressiva dell’arte di Graziano Cecchini ha attirato le simpatie e l’interesse di altrettanti celebri personaggi di controtendenza,  tra i quali il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il fotografo Oliviero Toscani.  Dal 14 dicembre 2011 al 22 febbraio 2012 è stata allestita una mostra personale "Per GraziaNo Ricevuta - Le Ma-donne di Cecchini", curata da Francesca Barbi Marinetti, nipote di Filippo Tommaso Marinetti. La mostra si è tenuta nelle sale del Margutta RistorArte di via Margutta a Roma.

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