giovedì 26 febbraio 2015

La Bussola


Sergio  Bernardini è stato un imprenditore e impresario teatrale italiano, che ha legato indissolubilmente il proprio destino a quello della riviera versiliese, nella Toscana tirrenica. Nell'espletare la sua funzione di imprenditore, forse inconsapevolmente Bernardini ha contribuito a far emergere l'intera Versilia e proiettarla nel jet set internazionale degli anni '60 e '70. Infatti egli è stato il fondatore, nel lontano 1955, del famosissimo night club La Bussola, locale che in pochi anni ha acquisito una notorietà internazionale, diventando di fatti luogo di incontri di grandi personaggi dello spettacolo e non solo. Di conseguenza, la presenza del famoso night club ha costituito motivo di attrazione e di sviluppo di un certo indotto, legato a strutture ricettive all'altezza della prestigiosa clientela, soprattutto straniera. 
Possiamo dire che il fenomeno della Bussola è la pronta rivincita di un territorio che cinque anni prima aveva di fatto rifiutato l’organizzazione del Festival della canzone italiana, poi andata a San Remo: infatti dopo il “no” del comune di Viareggio, la città dei fiori fu immediatamente disponibile ad ospitare la kermesse, riscrivendo la propria economia e il proprio futuro!
  La Bussola è stato principalmente un locale notturno, situato sul lungomare di Marina di Pietrasanta, presso la località Le Focette e, insieme alla Capannina, divenne uno di quei "templi pagani" che dettò le tendenze e la vita mondana negli anni sessanta. Fare un elenco degli artisti italiani e stranieri che si sono esibiti alla Bussola, significa spendere diverse pagine, quindi mi limito ad elencare quelli più influenti, i cui concerti sono passati alla storia della musica e dello spettacolo, oltrepassando i confini regionali e nazionali. Tra gli italiani non possono non essere menzionati musicisti e interpreti del calibro di Renato Carosone, Ornella Vanoni, Luciano Tajoli, Fred Bongusto, Fabrizio De André, Adriano Celentano, Renato Zero, Gianna Nannini, Marcella Bella, Patty Pravo, Loretta Goggi, Milva, Mia Martini.  Tra gli artisti internazionali spiccano i nomi di Ray Charles, Juliette Greco, Ella Fitzgerald, Miles Davis, Ginger Rogers, Louis Armstrong, Marlene Dietrich, Joséphine Baker, Tom Jones, Wilson Pickett, Frankie Laine, Platters, Chet Baker! Fra gli innumerevoli aneddoti legati al locale, emblematici sono i fatti accaduti il 31 dicembre 1968, ultimo giorno a chiusura di un anno notoriamente turbolento, di durissimi scontri, legati alla contestazione del Movimento Studentesco, che, proprio in quel contesto, prese di mira la Bussola di Focette, identificata come il ritrovo della borghesia italiana e straniera. La situazione è piuttosto tesa fin dalle prime ore della serata. Centinaia di contestatori assediano il locale in cui dovranno esibirsi Fred Bongusto e la celebre cantante inglese Shirley Bassey, con al seguito una grande orchestra. Alla carica della polizia, la protesta degenera in scontri che durano tutta la notte. L’intraprendenza di Bernardini non si fermò alla Bussola: dopo pochi anni l’impresario diede vita anche al Bussolotto, locale per vip dedicato esclusivamente alla musica jazz e in cui si esibirono più volte, tra gli altri, Romano Mussolini, Chet Baker, João Gilberto e Renato Sellani.
                                  
                                        Adriano Celentano
Ella Fitzgerald
Sergio Bernardini (avanti) con Mina
Tom Jones con Janis Joplin
Un ulteriore slancio dell'impresario fu l'inagurazione di Bussoladomani, sempre in Versilia, rivolto tendenzialmente a un pubblico più giovane, pur conservando lo stile che ha da sempre contraddistinto il marchio Bussola.  Il locale, nato nel 1976, è costituito da una tensostruttura, adatto a grandi concerti ed esibizioni maggiori. Nel primo anno il Bussoladomani fu aperto solo per i mesi di luglio, agosto e i primi giorni del mese di settembre. Più lungo il periodo del 1977, quando si svolsero anche numerose esibizioni teatrali, a partire dal mese di maggio fino ad estate inoltrata. Fu qui che nell'estate del 1978 Mina diede il suo addio alle scene con una serie di leggendari concerti rimasti nella storia della musica. Oltre a Mina, la struttura vide tra gli altri anche rappresentazioni di artisti come Barry White, Liza Minnelli, Frank Zappa, Renato Zero, Mike Oldfield, Joe Cocker, James Brown, Dionne Warwick, Gilbert Bécaud, Rockets, Gianna Nannini, Alberto Fortis, Marco Ferradini e Vasco Rossi.  Bussoladomani successivamente si sviluppò più come luogo di rappresentazioni teatrali che di eventi musicali.


Dopo aver vissuto una storia davvero straordinaria, segnando di fatto un' intera epoca, ed essere stato punto di riferimento per almeno tre generazioni, nell'agosto 2007  La Bussola venne chiusa per rumori notturni molesti. Ma il  6 ottobre dello stesso anno avviene il cambio della denominazione, in Bussola Versilia. Il locale oggi è uno dei più frequentati del panorama versiliese,  divenuto una delle mete preferite per gli amanti delle nuove tendenze legate al mondo della notte, con i più famosi deejay alle consolle. Rispetto a diversi anni fa, oggi si è dotato di una duplice veste: invernale, con due sale disposte su due piani, una dedicata alla musica house e alle nuove sonorità, l'altra più commerciale e revival, e la location estiva, con l'intera discoteca che si trasferisce tra bordo piscina, giardino e spiaggia con due piste: una commerciale, con sfumature house, l'altra revival, dedicata a un pubblico più "maturo".
Il 2 ottobre del 1993 Sergio Bernardini trovò la morte in un incidente stradale, presso Asti. Dato il suo importante contributo allo sviluppo della zona, e in sua memoria, recentemente due amministrazioni comunali della Versilia hanno voluto dedicare al celebre impresario un lungo "viale a mare", sito nel comune Camaiore, nella zona del Lido, e  Pietrasanta, nella quale si trova una piazza a lui dedicata, nella frazione di Marina, proprio nei pressi della Bussola.


giovedì 12 febbraio 2015

Lo sapevi che…

il 12 giugno 2007, in occasione delle celebrazioni della festa patronale di Sant’Antonio da Padova, fu organizzata una rassegna di pittura estemporanea, dedicata alla città di Orta Nova, in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Foggia.  L’iniziativa fu promossa dall’Associazione Culturale  L’Ortese  con l’intento di valorizzare l’intero nucleo storico della nostra città. Si contarono una dozzina di  giovani pittori che a scelta si posizionarono in diversi punti del centro cittadino, a seconda della personale prospettiva dalla quale volevano catturare un aspetto saliente,  riconducibile alla storia e alla tradizione di Orta Nova. Il risultato fu un ritratto variegato, attento e molto interessante che questi giovani artisti hanno tracciato, col decisivo valore aggiunto di una visione alquanto obiettiva e depurata dalla consuetudine, scevra da ogni forma di pregiudizio socio-culturale, tipici delle persone estranee ad un certo contesto. Essi hanno catturato la luce, la prospettiva, l’importanza delle cose, che a noi residenti ci sfuggono,  presi come siamo dalla “normalità” di chi quelle stesse cose le vede ogni giorno, senza farci caso e senza attenzione a ciò che ci circonda. Ogni pittore ha adottato la propria concezione e la propria tecnica pittorica per poter rappresentare i simboli di Orta Nova. Si andava da un Sant’Antonio pop, multicolore, con tecnica a colore acrilico su tela, a ritratti futuristi di Orta Nova, ad olio su tela, delle severe mura del Palazzo Gesuitico, le Chiese, la statua bronzea di Sant’Antonio, nella villetta, dalle reminiscenze impressioniste e un tralcio di vigna, rappresentata col dinamismo tipico del Boccioni,  passando per i disegni a matita carbone e sanguigna su cartoncino. In molti casi, gli artisti sparsi per tutto il centro storico, hanno impiegato diverse ore a completare l’opera, sino al tardo pomeriggio, cosa che ha favorito una diffusa interazione con i residenti, molto interessati a quegli “strani forestieri”, ai quali volentieri veniva offerta ogni sorta di bevande e di derrate alimentari.