domenica 13 luglio 2014

Il tramonto di Sant’Antonio



La tentazione di Sant'Antonio - DOMENICO MORELLI

La natura sacra della ricorrenza della festa patronale di Orta Nova, evento che viene vissuto sempre con grande partecipazione e coinvolgimento emotivo e spirituale, è un punto fermo della storia culturale e religiosa di tutta la cittadinanza. Negli ultimi anni stanno emergendo molte carenze nel momento in cui si deve redigere il cartellone degli eventi ricreativi, che, come tradizione vuole, sono andati sempre di pari passo con quelli liturgici. Accompagnata da fortune alterne, la scelta dell'ospite canoro di "prestigio" sta rimanendo come la sola occasione di trascorrere due ore di spensieratezza ed allegria. Questa del 2018, ad esempio, al di la del "disagio" meteorologico, non si è rivelata essere una Festa riuscita. In effetti i giorni dei  Festeggiamenti hanno visto piazza Pietro Nenni, fulcro principale della ricorrenza, malinconicamente vuota, sempre a vantaggio del luna park, dove i giovanissimi si sono riversati in massa, in quanto la “piazza” non offriva nulla di interessante. È evidente che il comitato organizzatore, con l'alibi del budget insufficiente, è a corto di idee e di iniziative creative ed interessanti. Così come è evidente la “stanchezza” di molti suoi componenti, la loro incapacità di mettersi al passo con i tempi per venire incontro alle crescenti esigenze culturali della città e dei suoi abitanti più giovani. Secondo il mio parere, oramai è necessario un ricambio generazionale, che permetta alle nuove forze la facoltà di prendere decisioni importanti per la riuscita della Festa, che aggiunga valore, cultura e dinamismo, nonché nuove soluzioni, che possano operare in piena autonomia, lontane da preconcetti e condizionamenti di qualsiasi genere. La competenza che il comitato deve possedere dovrà saper scindere quelli che sono gli "obblighi" religiosi dall'aspetto puramente ricreativo, in cui ognuno deve mantenere il proprio ruolo, senza invasioni di campo. Inoltre, credo sia diventato anacronistico pensare allo spettacolo in funzione esclusivamente musicale, ma bisognerebbe arricchire l'offerta con altri eventi paralleli, che spazino in vari settori del mondo culturale e non. Se non si riesce a dare una svolta, con dispiacere di molti ortesi, la Festa sarà destinata, negli anni, a morire dopo lenta e inesorabile agonia.

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