giovedì 4 luglio 2013

L'arte della creazione e della scoperta

Pina  Quiese
Per chi, come il sottoscritto, tenta di curare uno spazio di cultura, come questo blog,  diventa sorprendentemente piacevole constare come essa abbia molteplici risvolti.  È luogo comune identificare la “cultura” con le solite e consuete  attività e manifestazioni, un termine  a volte inflazionato nell’ uso frequente che se ne fa : la sorpresa avviene quando questa invece, come in questo caso, si manifesta sotto altre “spoglie”. La storia di Pina Quiese può essere emblematica e può costituire uno stimolo per quelle persone che hanno voglia di scoprire realtà semisconosciute nel sottobosco della nostra città, ma che esistono e vivono. La stilista e amica Pina è uno di quegli esempi in cui la passione per il proprio lavoro assurge a una dimensione immateriale,  decisamente artistica.  La manualità di Pina, e la sua artigianalità, sono un patrimonio da scoprire e da ammirare.  Pina, con la sua attività presente e i suoi numerosi progetti futuri, si fa “portatrice sana” di quegli antichi mestieri che non costituivano solo semplici professioni, ma implicavano delle competenze particolari e delle abilità che  si possono tranquillamente definire artistiche. La nostra stilista Pina Quiese svolge un lavoro di sartoria, con dei risvolti che in futuro senz’altro  la porteranno alla creazione di proprie collezioni. Ella si è brillantemente laureata in Scienze e tecnologie della moda, e, al di la dell’attestato, indubbiamente importante, proviene comunque da una lunga e faticosa esperienza sartoriale. Per celebrare la sua professionalità, lo scorso 9 maggio, ha organizzato un défilé di abiti da sposa vintage, abiti che hanno ripercorso un arco di tempo che va dagli anni ’50 ai più recenti anni ’90. Titolo dell’evento è stato Vintage, la sposa che vive due volte, e degna cornice della sfilata sono stati i bianchi corridoi del Palazzo ex Gesuitico di Orta Nova.

 Il numerosissimo pubblico presente ha avuto modo di ammirare delle creazioni di alta sartoria artigianale, con preziose e particolari rifiniture e pregiatissimi tessuti che lasciavano intendere un mondo oramai scomparso, fatto di manualità, di estenuante lavoro di vecchi sarti (con relativi collaboratori), ma anche di un gusto particolarmente raffinato, nonché di centinaia di ore di lavoro dedicate alla creazione di opere di così alto pregio. L’operazione di Pina è stata  principalmente culturale, storica e antropologica, tesa com’è a riscoprire un mondo di sessant’anni fa, di cui oggi, nella frenesia e nell’omologazione della società contemporanea, si tende a perdere le tracce. I diversi abiti che sfilavano erano accompagnati dalle musiche dell’epoca, il tutto a creare una atmosfera davvero suggestiva, pregna di delicata nostalgia, ma anche di sorprendente entusiasmo, per l’interesse che, nel 2013, la storia di questi abiti suscita. E’ affascinante e intrigante intuire la provenienza,  la vita, le vicende personali, il percorso professionale e il contesto sociale di chi quegli abiti li ha indossati, tanti anni fa. I  pizzi, le sete, i preziosi veli sono dei veri e propri  libri di storia e di costume, che parlano del passato di Orta Nova in maniera sincera e obiettiva. Senza dubbio l’evento ha dimostrato la passione, la cultura e il gusto della nostra amica Pina Quiese, la quale mi ha rilasciato una piccola  confidenza, ossia  che molto probabilmente sarà pronta per un prossimo evento : la sua personale collezione, dedicata all'alta moda. La data stabilita è quella del 14 agosto, nell'ambito della Notte Bianca di Stornarella (Foggia).


 

 
 

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