martedì 8 ottobre 2013

Vico Lungo La Meta

LO STRANO CASO DELLA VIA SENZA NUMERI

La linea rossa traccia il percorso di  "VICO LUNGO LA META"


La parafrasi del titolo di un brano degli U2, “ Where the Street have no number , credo che calzi a pennello per descrivere un piccolo e semisconosciuto angolo della nostra città: vico Lungo la Meta. In effetti, questa stretta, lunga e curiosa via possiede molti elementi inusuali, che la rendono davvero singolare. Nel suo tratto finale, più periferico, ha l’aspetto di una strada “normale”, con quella funzione che una moderna via cittadina possiede; ma nella sua lenta prosecuzione verso il centro, vista dall'alto, assume tutte le caratteristiche di un vero e proprio solco, un“taglio” netto fra gli isolati, che con discrezione conduce verso altre vie più importanti e "blasonate" di lei, quasi che si metta al loro servizio, mentre il suo compito termina al suo sbocco finale, che, al pari di un piccolo torrente col suo minuscolo estuario, si riversa in Corso Aldo Moro. Suo malgrado, e senza saperlo, Vico Lungo la Meta è un'isola, troppo stretta per le auto, troppo dissestata e mal curata per i pedoni. Ma troppo comoda per chi, provenendo dalla periferia, dal quartiere “Leccese”, vuole raggiungere in breve tempo la chjazz  (la piazza), ossia il centro. Nella sua parte finale è pressoché priva di accessi di abitazioni, di conseguenza priva di numeri civici, ma col primato di essere stata la prima isola pedonale di Orta Nova! Ma è anche uno dei pochi angoli che offre il gusto della sorpresa, quasi dell’imprevisto, ed, essendo inibita al traffico motorizzato, pur nella sua brevità, offre anche il sapore del silenzio, un raro caso di quiete cittadina. Peccato per il suo stato di relativo abbandono e di precaria igiene. Vico Lungo la Meta è un colpo di lama inferto all’abitato, una ferita netta, ma indolore, un luogo anonimo, come momentaneamente anonimi diventano tutti coloro che la percorrono: l’urbanistica della nostra città l’ha condannata (o promossa!) a questo ruolo! C'è da dire però che questa minuscola arteria richiede a gran voce di essere eletta a dignità civile, meritevole di un serio restyling che le possa restituire la veste di luogo privilegiato. Non dimenticando la sua natura discreta e silenziosa, sarebbe esteticamente opportuna una adeguata pavimentazione (magari in pietra) e una tenue illuminazione e, perché no, una meritata riscoperta da parte dei “suoi” concittadini.



1 commento:

  1. Ottima descrizione, tutte le volte che la percorro mi vengono in mente i ricordi dell'infanzia!

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