sabato 21 aprile 2018

TRATTURO INCORONATA



                        La linea rossa ripercorre l'intero tracciato del "TRATTURO INCORONATA"

Quella che oggi sembra solo una comune ed anonima strada di periferia, in passato ha vissuto momenti di gloria, con una centralità e un ruolo davvero importanti. Infatti il vecchio Tratturo Incoronata, prima del cambio di percorso, ha da sempre costituto la linea direttrice privilegiata tra Orta Nova e il Santuario dell’Incoronata. Tanti anni fa, la mattina dell’ultimo sabato di aprile, questa modesta strada si animava delle voci delle centinaia di fedeli pronti alla lunga marcia, mentre alla luce delle lampade a olio riecheggiavano i nitriti dei cavalli e lo stridere delle ruote dei carri. Nell’aria si mischiavano l’odore dolce del fumo di falò improvvisati, il profumo domestico delle pietanze calde che le donne avevano preparato durante la notte, con l’afrore dello sterco che gli animali lasciavano sulla terra battuta,  la “traccia” che la Compagnia di Orta lasciava al suo passaggio, fino al santuario,  dopo aver guadato il torrente Carapelle . Il buio della campagna ortese veniva lacerato dalle laudi e dalle litanie dedicati alla Madonna, cantilene che le donne ripetevano in maniera ossessiva. L’antico tratturo, nato e tracciato dal passaggio delle greggi e dei scjiàrabball (carro trainato da un solo cavallo), serviva decine di fondi agricoli e questa sua natura pastorale e agricola ben si confaceva al ruolo religioso al quale era destinato, essendo il culto per la Madonna nera di origine popolare e contadina. In passato la via è stata sede di un importante opificio di distillazione, e da questo negli anni ha preso la denominazione dialettale di “ vije de la distillèrije ”, con la quale si identifica ancora tra gli ortesi. A poca distanza dalla oramai dismessa distilleria, esisteva una grande cantina, uno degli stabilimenti più importanti di Orta Nova, ossia le Cantine Lavacca, sorto su di una precedente struttura, il vecchio e dimenticato mulino di Ciccillo Giordano.

Pochi nostri concittadini sono al corrente che lungo il Tratturo Incoronata, nel segmento urbano,  in tempi non sospetti, esisteva una piccola sala cinematografica, la Sala Eden. Nel dopoguerra, inoltre, il signor Pasquale Ardito, ortese proveniente da Torino, impiantò nelle vicinanze un piccolo stabilimento di buste in plastica, rendendo oltremodo vivace la Via ortese e dando un deciso contributo all’economia della zona. Come si vede, in maniera del tutto inaspettata, ogni luogo conserva una propria storia e delle vicende umane da raccontare e il Tratturo Incoronata non fa eccezione. Per chi è consapevole dell’importanza religiosa che questo tratturo ha avuto in passato, in questa nostra epoca di riscoperta di antiche tradizioni e sulla falsariga dei cammini religiosi, molto diffusi in Italia e in altri paesi cattolici, il patrimonio oramai perduto del tragitto verso il Santuario ha l’amaro sapore dell’occasione mancata. Si pensi ad esempio alla Via Francigena,  la via degli Abati, in Lombardia, il cammino di Sant’Antonio, a Padova, così come il cammino di San Benedetto, a Norcia. A maggior ragione, a seguito della richiesta presentata dall’Italia, con Grecia e Austria, di  candidare la pratica della transumanza, e con essa i tratturi, a diventare patrimonio culturale dell’Unesco, dovrebbe costituire materia di profonda riflessione, oltre che di elaborazione di interessanti progetti.  Occasioni per creare turismo, interesse, economia. Un’idea sarebbe quella di rivitalizzare il “vecchio” e più sicuro tratturo, ripristinando l’antico percorso del pellegrinaggio, magari trasformandolo in passeggiata e pista ciclabile, sulle orme di un progetto già realizzato dal comune di Foggia, sempre in collegamento col bosco e il Santuario Mariano dell’Incoronata. Purtroppo, siamo costretti a segnalare che sempre più frequentemente Orta Nova vive di occasioni mancate, di scarse idee e di buone iniziative cominciate e mai portate a termine !

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